sabato 15 giugno 2013

una discussione accaldata e sincera

Mi è piaciuto un passaggio di Barca sul nuovo partito (o nuovo PD): il partito deve essere separato dal governo (nazionale, regionale o locale). Non perché il partito debba limitarsi a fare il comitato elettorale e uscire di scena appena eletti i nuovi vertici istituzionali. Al contrario: perché da quel momento il governo è governo di tutti, il partito deve tornare a svolgere la sua funzione di sostenitore dei propri punti di vista (parziali) anche sul proprio governo.
Personalmente credo sia giusta questa visione separata delle due funzioni. Un conto è collaborare lealmente e confrontarsi apertamente in maniera costruttiva, tutt'altra cosa è sovrapporsi tra partito e governo: chiunque svolga funzione dominante si crea un pasticcio. Giusta la separazione ma difficile da praticare.
In Emilia Romagna non si pratica. Forse non si è mai praticata. Fino agli anni '70 erano le istituzioni a essere deboli e il partito a dominare governi e organizzazioni di massa. Poi le istituzioni hanno preteso e sono riuscite a governare tutto: sia il partito sia, in qualche caso, le organizzazioni di massa.
Ricostruire il PD nell'idea della separazione è cosa giusta. Farlo in emilia dove vi è una radicata cultura della sovrapposizione è ancora più difficile. Ma ancor più necessario se si vuole che il PD non sia solo un comitato elettorale.

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