domenica 16 giugno 2013

il Piano del Lavoro e il nuovo PD

C'è qualche nesso tra il progetto di Barca della "mobilitazione cognitiva" (il partito in cui ognuno mette la propria idea) e il Piano del Lavoro della Cgil?
Io ne ho colto qualcuno.
Intanto l'idea che per realizzare bene un progetto non basta deciderlo a Roma. Se non ci si misura quotidianamente con la sua realizzazione. E lo si migliora confrontandolo con diversi soggetti e diverse competenze.
Anche il Piano del Lavoro non si ferma alla discussione col Governo a Roma ma si realizza nei territori (Regioni e Comuni). Anche il Piano del Lavoro funziona se mobilita i saperi e li confronta fra loro: dove sono e dove vivono. Senza supporre di possederli già tutti. Il sindacato può essere catalizzatore ma da solo non basta.
Nella palestra cognitiva, dice Barca, c'è già il nuovo partito che nasce.
Nella ideazione e realizzazione locale di un progetto (il trattamento dei rifiuti piuttosto che non il trasporto pubblico) c'è già il nuovo lavoro che nasce. Se si esce dagli uffici tecnici e ci si misura con le proposte e le idee di molte persone: "Creazione di lavoro a mezzo di lavoro".
Una rete di saperi e proposte, non una rete di obiezioni.
Creazione del nuovo partito dal basso, attraverso la partecipazione "cognitiva".
Creazione di lavoro dal basso, attraverso la partecipazione delle comunità. 
Decentramento, apertura e partecipazione sia nel nuovo partito che nel Piano del Lavoro.
Durante i mesi in cui infuriava il rigorismo a senso  unico del Governo Monti (che guarda caso rifiutava di misurarsi con le parti sociali) a chi mi chiedeva qualche riferimento rispondevo: "cercate il Ministro Barca: è l'unico che parla la nostra lingua." 

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