martedì 2 luglio 2013

PD reale e PD virtuale

Ancora oggi i giornali danno conto del "dibattito" interno al PD: nessun contenuto politico, nessuna proposta per il Governo, nessun disegno per il futuro del Partito, le emergenze economiche e sociali del paese sono scomparse. Delle riforme necessarie si è persa traccia. Tutta l'attenzione è su chi si deve candidare alla segreteria del partito, chi a dirigere la coalizione (?), chi deve aspettare e candidarsi più avanti, chi non si autocandida nella speranza di essere sollecitato a farlo da altri. Dietro le dichiarazioni traspare l'idea che la battaglia per chi guiderà il PD, chi guiderà il Governo e chi sostituirà Napolitano è tutta interna. Il voto degli iscritti è scontato, quello dei cittadini pure, quello dei parlamentari persino automatico. Non sembra che negli ultimi mesi le cose reali siano andate nella direzione immaginata dai capi corrente, ma a loro della realtà non importa poi molto. La cosa che gli sta più a cuore è non perdere il video game politico che stanno giocando da mesi, forse da anni.
Non se ne può più. 
Sarebbe urgente che il PD reale che ancora c'è staccasse la spina a questi incalliti video-giocatori: si tratta ormai di un caso di dipendenza dal mondo virtuale.

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